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AMLETO, figlio da William Shakespeare

 

Venerdì 29 Febbraio ore 21:00
Presso lo
Spazio Paraggi,
Via Pescatori, 23 Treviso

  

Associazione Culturale Kairós  in collaborazione con
Centro di Produzione Teatrale Via Rosse

 
presentano

AMLETO, figlio
da William Shakespeare

Drammaturgia e regia di Sabine Uitz
Con Vanni Carpenedo


Amleto, danzando sul filo dell’ironia e dell’amarezza racconta la sua storia.
Uno psicodramma grottesco in cui il conflitto generazionale è il vero protagonista.
Un padre,
un figlio,
un solo nome:
Amleto.
Due mondi incompatibili, che si incontrano e scontrano, a scapito della generazione più debole, quella più recente e inesperta.
Forza contro Intelletto,
Armi contro Dialettica,
Guerra contro Cultura:
quella dei padri è una società non ancora pronta ad accettare
le dissertazioni filosofiche,
la goliardia,
i dubbi
e le crisi dei figli.
Aspettative esagerate,
obiettivi irraggiungibili,
promesse difficili
da mantenere si trasformano in una realtà alienante che solo la gioventù fa vivere con inesauribile esaltazione e spregiudicatezza.  

Perché riproporre Amleto?
Perché le parole di Shakespeare rispondono perfettamente ad un nostro desiderio, ad un nostro bisogno: raccontare la storia di un figlio.
La vicenda è quella nota a tutti: Amleto, orfano del padre, avvelenato dallo zio, è costretto a vivere a fianco di una madre che, vedova da appena due mesi, sposa l’assassino del marito. Spiato, in casa sua, dai collaboratori dello zio, Amleto finirà col diventare  assassino e sarà da tutti ritenuto pazzo. Perderà la ragazza che ama, Ofelia, dovrà battersi con l’amico d’infanzia, Laerte.
In scena l’attore, le parole, i suoi giochi d’infanzia, vecchie scarpe, giacche militari più grandi di lui, quattro sedie. Oggetti che diventano significato e prendono vita quando interagiscono con il suo corpo, modificando le sue emozioni, ripercorrendo e creando intime relazioni. Ricordi concreti che trasformano il racconto di Amleto in azione fisica, teatrale, che agisce nel presente, dalla quale inavvertitamente può nascere una danza, un canto, l’alternanza violenta di  stati d’animo.  

Note di regia
Di questa storia, del testo originale, noi abbiamo scelto i monologhi che potevano aiutarci a  raccontare come un figlio possa affrontare  una nuova situazione familiare, a fare i conti con sogni che non si possono più realizzare, a confrontarsi con progetti e aspirazioni proiettati su di lui da un padre ormai scomparso.
La drammaturgia definitiva mi ha richiesto la scrittura di altri testi, fondamentali per la nostra versione di Amleto, testi in cui il protagonista si libera da paure e dubbi, si confessa e riflette sulla propria condizione.
La nostra proposta dello spettacolo si svolge in un’ora, nell’arco di tempo in cui Amleto aspetta di combattere contro Laerte: una gara a fioretto organizzata dallo zio usurpatore dagli esiti certamente fatali.
In quest’ora il testo shakespeariano, intrecciandosi ai nostri, diventa un tracciato su cui si snoda un percorso conflittuale che porta Amleto ad una piena consapevolezza del suo ruolo nella vicenda.    
Amleto si trova in un incubo: prima, si deve confrontare con la nuova situazione familiare creatasi dopo la morte del padre e poi, viene incaricato dal padre stesso di un compito troppo pesante per un giovane che ha bisogno di “farsi la sua vita”.
La figura del padre amato diventa il motore per le azioni di Amleto che si trasformeranno anche in delitti. Amleto da giovane universitario cambia la sua vita, fa della vendetta il suo unico scopo assumendo così un ruolo che non appartiene a lui ma a suo padre: quello del combattente.
Chi è questo padre-fantasma che lo forza alla vendetta contro lo zio? Esiste o è la proiezione mentale della crisi di un figlio?
Perché tanta crudeltà e cinismo in Amleto? Forse per la perdita della sua identità, per la prospettiva di una vita che lo costringe a sacrificare la sua vera indole alle regole del mondo militare della vendetta e della punizione.
L’Amleto della nostra versione, alla fine, si ritirerà dalla “scena”: solo così, osservando dal di fuori, avrà la possibilità di rifiutare e di cambiare una storia già scritta, la sua.
Sabine Uitz

Durata spettacolo: 55 minuti

Sabine Uitz
Nata a Graz (Austria) nel 1963.
Studia Scienze di Teatro presso la Università di Erlangen/Nuernberg (Germania) e conclude gli studi con il titolo di Magister Artium. Parallelamente studia recitazione con vari insegnanti tra questi Marcelo Diaz (Argentina/Germania), Nelia Veksel (Russia), Lambert. Blum (Germania).
Studia canto lirico con Helmut Schonder (Germania) e l’uso sperimentale con la voce con il ROY-HART-THEATRE (Francia).
Dal 1989 al 1996 lavora come regista ed attrice con vari gruppi in Germania, Italia ed Argentina.
Nel 1996 fonda insieme con l’attore-regista argentino Norberto Presta il CENTRO DI PRODUZIONE TEATRALE “VIA ROSSE” , un gruppo internazionale con sede in un piccolo paese vicino Padova (Italia). Provenienti da formazioni e percorsi artistici differenti, sviluppati in America Latina ed Europa, incrociano le rispettive esperienze trasferendosi in Italia.
Con “VIA ROSSE” Sabine  Uitz approfondisce la sua attività teatrale in Europa e in America Latina. Porta  le proprie produzioni, l'attività pedagogica e il lavoro di regista in diversi paesi, tra cui Francia, Italia, Germania, Repubblica Ceca, Argentina, Ecuador e Brasile, partecipando a scambi con gruppi di teatro e a festival internazionali.
Nel 2001 vince con lo spettacolo “Lei e Lui” (produzione VIA ROSSE) il premio come miglior spettacolo nel festival internazionale “M.Apostroff99” a Praga (Republica Ceca).
Nel 2005 vince il concorso del Circuito per Giovani Artisti Italiani (GAI) insieme con la sua collega Eleonora Bovo di Via Rosse che finanzia la partecipazione ai festegiamenti “Os 20 anos de LUME teatro” (uno dei più importanti gruppi latinamericani) in Brasile presentando lo spettacolo LES FAMEUSES COMEDIENNES”.
Partecipa come pedagoga in vari progetti formativi per attori sovvenzionati dalla Comunità Europea, tra questi: Les Theatrales (Francia), Les Transversales (Francia), Theaterwerkstatt Trebnitz (Germania).
Nella sua attuale ricerca si concentra nel tema della presenza ed organicità del attore in scena e nello studio sulla voce e la musica, cercando di integrare nel lavoro teatrale la musicalità come uno dei fondamentali principi di base.

Vanni Carpenedo
Nato nel 1967 abita a Venezia.
Si Diploma alla Scuola Teatrale a L’Avogaria “Giovanni Poli” di Venezia. Frequenta così  stages tenuti da: Ferruccio Soleri, Enrico Bonavera, per la Commedia dell’Arte, Hervé Diasnas, Elena Majnoni per la danza, Maria Consagra per il movimento, Renato  Gatto per il canto. Per alcuni anni fa parte della Compagnia a l’Avogaria partecipando a  numerosi produzioni di autori del ‘500 con la regia di Bepi Morassi e Andrea Dosio.
Approfondisce lo Studio della Commedia dell’ Arte e si specializza nella maschera di  Arlecchino.
Tiene laboratori e seminari di teatro e di Commedia per le Scuole inferiori e superiori, e  corsi per adulti. Come insegnante partecipa alla manifestazione “Aperta Scena”  (dal ’98 al 2001) con la direzione artistica di Ugo Pagliai.  
Partecipa agli spettacoli Il Dritto e Il Rovescio e La Voce di Resta testo e regia di Alberta Toninato, vincitori del “Concorso di Ricerca e Sperimentazione Teatrale Q11” di Mestre (VE)  e del  “Premio alle Giovani Compagnie ‘98”.
Con la Compagnia L’Isola teatro di Venezia partecipa a Le Done De Casa Soa e a La  Casa Nova, di Carlo Goldoni,  con la regia di Virgilio Zernitz. L’Isola teatro nel 2000  realizza con la regista Serena Senigaglia e la Compagnia A.T.I.R di Milano il progetto “In  viaggio verso Sarajevo” , testi di William Shakespeare, Paolo Rumiz.
Dal 2003 frequenta seminari tenuti da Danio Manfredini, Giorgio Rossi, dal Centro  Teatrale Via Rosse, dalla Compagnia Periplo (Argentina), dalla Compagnia Lume  (Brasile).
Entra a far parte dell’ Associazione Kairós con la quale collabora come insegnante e partecipa alle produzioni: Storia di Nin scritto e diretto da Alberta Toninato e Il Servitore in Prova da Il Servitore di due Padroni di Carlo Goldoni diretto da Alberta Toninato, che ha partecipato a Bassano Opera Festival e alla Biennale di Venezia 2007.
Interpreta il  monologo Amleto, figlio  tratto da W. Shakespeare con la  drammaturgia e regia di Sabine Uitz  (Centro di produzione Teatrale Via Rosse).

INFO:
Associazione Culturale Kairós - Dorsoduro 3170, ponte di S. Barnaba  30123 Venezia - Italia
Tel. Fax 041 2413530         info@kairosvenezia.it          www.kairosvenezia.it

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Tel. + fax 0039 04299931     teatroviarosse@email.it    www.viarosse.com