Spazio Paraggi

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Luciano Cecchinel Spazi di Poesia

a cura di Isabella Panfido

Venerdì 08 Febbraio
alle ore 21, presso lo Spazio Paraggi,
Via Pescatori, 23 Treviso

Ogni secondo venerdì del mese, alle nove di sera, allo Spazio Paraggi si offrirà una occasione di ascolto: poeti del nostro tempo ospiti – protagonisti leggeranno testi propri o di altri poeti, per proporre un ascolto di parole diverse, meditate, salvate dal consumo quotidiano di una lingua
sempre più povera e piatta.
Sarà un momento informale di condivisione e di ascolto, ma anche di fattiva partecipazione per chi vorrà lasciarsi coinvolgere dalla parola poetica e dagli stimoli della scrittura, uno spazio aperto a proposte di lettura per chi dà voce alla poesia.
Dopo gli ‘a solo’ poetici di Giovanni Turra, Igor De marchi, Stefano Raimondi, Venerdì 08 Febbraio alle ore 21, presso lo Spazio Paraggi,

LUCIANO CECCHINEL

Luciano Cecchinel risiede a Revine Lago, dove è nato nel ’47 e dove ha svolto attività amministrative. Laureato in lettere moderne a Padova ha insegnato materie letterarie. I suoi interessi culturali lo hanno condotto a studi e ricerche nell’ambito della cultura e storia popolari, nucleo di riferimento della sua poesia e della sua lingua. Saldamente legato alla sfera storica, sociale, paesaggistica e, non ultimo, emotiva della sua terra Cecchinel, poeta riconosciuto erede della grande tradizione dialettale veneta dallo stesso Zanzotto, continua a dare prove di assoluto spessore nella ricerca di equilibrio fonico- ritmico e valenza semantica sia in lingua che nel duro, antico dialetto della sua valle. Tra le sue pubblicazioni di poesia segnaliamo: ‘El tràgol jért’ Scheiwiller 1999; la silloge contenuta in ‘In forma di parole, 1998; ‘Lungo la traccia’, Einaudi 2005; ‘Perché ancora’, ISREV 2005.

Vene perdute

di maglie tese è il mio setaccio:
in trasparire rapido,
quasi lampo di ghiaccio,
vi fremono voci e volti di schiuma
prima di ritornare a un alveo torbido
come a un’improvvisa distante bruma
troppo larghe le brecce
per un errore
ammaestrato a un silenzio senza tracce
del tempo e dal dolore
Luciano Cecchinel, da ‘Lungo la traccia’.