Spazio Paraggi

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Igor de Marchi



a cura di Isabella Panfido

Secondo appuntamento con la poesia
venerdì 9 novembre alle 21
Spazio Paraggi 

Alla batteria Federico Barbon
Al basso Matteo Nascimben

Ogni secondo venerdì del mese, alle nove di sera, allo Spazio Paraggi si offrirà una occasione di ascolto: poeti del nostro tempo ospiti – protagonisti leggeranno testi propri o di altri poeti, per proporre un ascolto di parole diverse, meditate, salvate dal consumo quotidiano di una lingua sempre più povera e piatta.
Sarà un momento informale di condivisione e di ascolto, ma anche di fattiva partecipazione per chi vorrà lasciarsi coinvolgere dalla parola poetica e dagli stimoli della scrittura, uno spazio aperto a proposte di lettura per chi dà  voce alla poesia.

Igor De Marchi, vive e lavora a Vittorio Veneto, ha pubblicato La Terra del fuoco nel ’96, Campanotto edizioni, Resoconto su reddito e salute, nel 2003, Nuova dimensione edizioni, sue poesie sono presenti nelle antologie   L’opera comune, Atelier 1999 e Transiti, Amos edizioni 2001. Ha recentemente autopubblicato, in copie numerate e fuori commercio una plaquette dal titolo Fortune. E’ vincitore del Premio CetonaVerde 2005.

Antilirico per temi e toni, De Marchi scrive dell’oggi con ironico disincanto. La sua è una lingua ancorata alla laconica norma della ragione che misura e scandaglia relazioni umane ‘obbedienti’ alla legge del profitto, commerciale, domestico, emotivo. Persegue con  massima attenzione l’antipoetico quale valore ultimo di riscatto della poesia, concertando forma e ritmo in ‘minore’, nella necessità, che è etica, di un dettato poetico rigoroso.

Mostra

Crede fermamente nella bellezza
delle gambe del sedere del corpo
in genere. La fiducia
è ben riposta conferma,
perché è una qualità misurabile:
questione solo di taglie.
Tutto il resto è vago,
ha una forma disumana,
rivendica solo dubbi e dolore.

E’ come quando si dà uno schiaffo:
poi non si sa più
chi ha torto e chi ragione.

Igor de Marchi